Fase 3

Si apre il 26 Maggio: obiettivo discussione bozza, che Antonio Saccoccio pubblica su Google doc il giorno successivo:

 

 

(dal materiale 1.)

 

1. Amo insegnare, amo apprendere, amo il mio lavoro. Se e quando questa passione verrà meno, mi dedicherò certamente ad altro.

2. Cercherò di essere sempre un esempio per i miei studenti, non mancando di prendere atto e correggere i miei eventuali errori.

 

 

(dal materiale 2. e 4.)

3. Guiderò i miei alunni alla scoperta del mondo, assecondando e stimolando in ognuno di loro la curiosità e la ricerca, le domande e la passione.

4. Non mi comporterò come il depositario della verità, non mi comporterò come un giudice, non mi comporterò come un oppressore. Cercherò di essere in ogni momento e in ogni modo una guida.

5. Comunicherò ai miei studenti la voglia di superare i propri limiti e di non rassegnarsi mai di fronte alle difficoltà.

6. Farò in modo che la scuola sia un luogo sano e sereno in cui veder sbocciare talenti, non un odioso carcere in cui soffocarli e deprimerli.

7. La mia visione del mondo mi guiderà nell'azione educativa, ma non la imporrò mai ai miei studenti come l'unica possibile e accettabile.

 

(dal materiale 3.)

 

8. Non trasmetterò ai miei studenti saperi monolitici e cristallizzati, non trasmetterò certezze assolute in nessun campo. Educherò costantemente al dubbio.

9. Farò in modo che i ragazzi si impegnino per una naturale passione e curiosità, non per un'imposizione esterna. Non mi piegherò alle logiche dello "studio per la scuola e per il voto", cercherò di portare avanti uno "studio per la vita".

10. Inviterò i ragazzi a conoscere il passato, vivere il presente e preparare il futuro. Insegnerò a stare al mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così com'è.

 

(dal materiale 5.)

 

11. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.

 

I membri avallano e/o suggeriscono integrazioni e migliorie nel forum dedicato: in base alle motivazioni e al consenso, si emenda la bozza iniziale.

Sull’onda di questa prima stesura, nasce ad opera di Antonella Dallomo, l’idea di un dossier di accompagnamento, sia per raccontarne la genesi, sia per corredarla di altri sentiti via via espressi da alcuni membri attraverso tipologie di testo diverse. Questa l’impalcatura iniziale:

 

Parte prima
1.
Lo stato attuale della scuola- Breve introduzione di tutte le sue problematiche […]
2. Il corpo docente si muove in FB e si confronta sulle problematiche dell’insegnamento ( si possono inserire alcuni tra i più significativi interventi di tutti quelli che hanno partecipato alla prima fase di Brainstorming che diano la misura delle problematiche e dell’attenzione rivolta dai docenti sul presente e sul futuro della loro professione intesa come importante ruolo sociale- si può mettere la mappa che è stata costruita a conclusione del dibattito aperto a tutti i partecipanti- si può precisare i nomi dei docenti promotori completi di eventuale profilo didattico e di eventuali contatti che possano subito creare un filo diretto di scambio con tutto il grande pubblico…
3. Necessità di elaborare un Giuramento didattico che esprima la consapevolezza e la presenza della classe insegnante nella sua globalità nazionale [a corredare alcuni testi di Mariaserena Peterlin, n.d.r.] 

Parte seconda
1. I nostri ispiratori per il giuramento dell’insegnante:
- La figura storica e simbolica di Socrate (brevi cenni di cui potrei farmi carico essendo la mia materia)
- L’esempio della scuola di Barbiana (brevi cenni con inclusa Lettera ad una professoressa)
- L’esempio della scuola Montessoriana (brevi cenni che rendano l’idea della nostra gloriosa tradizione pedagogica che è stata esportata come modello all’estero)
- Il testo di Henting
2. Le nostre promesse, il nostro sentito:
- Il sentito di Cristina

- Il sentito di Elena Favaron

- Il sentito di Elisa Fonnesu
- Il sentito di Giorgio Iannis
- Il sentito di Walter Loddi
- Il sentito di Maurizio Maglioni
- Il sentito di Pino Monopoli

- La lettera di Mariaserena
- [testi scritti da alcuni membri del network durante le fasi precedenti e gravitanti sulla professione insegnante e sul rapporto studente / docente, n.d.r.]
- Linee guida di riferimento
- Il grande dibattito aperto sulla valutazione: chi valuta? Come si valuta? Perché si valuta? Quando si valuta? Che cosa si valuta[…]
Parte terza
1. Testo del Giuramento di Socrate (o quale sarà il titolo deciso)
2. Eventuali suggerimenti o testi non ancora emersi….

 

 

Il 28 Maggio, un significativo intervento di Andreas Formiconi contribuisce notevolmente alla stesura del testo, suggerendo una bozza di forte impatto emotivo:

Manifesto del nuovo insegnante

1. Insegno per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei miei alunni. Insegno per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più cederò il mio posto ad uno di loro.
2. Insegnerò mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori illuminerà il mio percorso.
3. Accompagnerò i miei alunni alla scoperta del mondo, la mia guida sarà la loro curiosità, la mia speranza sarà la loro passione.
4. Non potendo dare loro la verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola, non potendo giudicarli mi adoprerò affinché vivano giudicandosi e non volendo in alcun modo opprimerli mi adoprerò affinché vivano non opprimendo mai nessuno.
5. Insegnerò cercando di superare le difficoltà e i miei limiti e rivelerò loro i miei sforzi affinché loro mi superino.
6. Farò in modo che la scuola sia il mondo, anziché un carcere.
7. La mia visione del mondo sarà forgiata dall'insegnamento quotidiano ma essa non sarà mai legge per i miei alunni.
8. Non trasmetterò ai miei alunni nient'altro che l'esercizio al dubbio.
9. Non valuterò i miei alunni con misure fasulle ma mi impegnerò affinché tutti completino il percorso stabilito.
10. Aiuterò i miei alunni ad illuminare il futuro leggendo il passato per vivere in pienezza il presente. Li aiuterò a stare al mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così com'è.
11. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.

 

Il testo di Andreas colpisce molto i membri che partecipano a questa terza fase:l’elemento di forza è la carica emotiva del testo, che esplicita il “metterci l’anima” da parte dell’insegnante.

Le due bozze vengono affiancate nel documento, in modo da favorire un’analisi comparata.

Obiettivo: bilanciare, per quel che si può, professionalità e emozioni: ovvero esprimere passione

A partire dunque dal 28 Maggio fino al 22 Giugno,inserire verbo per un totale di ben 262interventi. Si lavora in modo collaborativo per migliorare il testo in modo tale che esprima al meglio i principi ispiratori della professione insegnante: si tratta di un labor limae notevole, che porta ad approfondire ulteriormente i criteri guida della stesura (atteggiamento generale, come e cosa insegnare, attenzione alla diversità e alla complessità e infine fedeltà al giuramento). Ciascun membro interviene e suggerisce implementazioni, tagli, modifiche in base alla propria sensibilità.

Io vi dico quello che penso:
1. un testo pieno di buoni propositi, ma che non contenga almeno un paio di attacchi e denunce del sistema-scuola-contemporaneo, per me è un testo che non sarà percepito come nuovo. Ce ne sono troppi simili già circolanti, che sinceramente fanno sbadigliare. Dobbiamo avere il coraggio di dire anche quello che non va.
2. un testo con un lessico piatto, da bravo insegnante e bravo maestro educato e moderato fino allo sfinimento (degli altri!), contribuirà solo ad aumentare il senso del già letto e già sentito. (Antonio Saccoccio)

Sì ad una scuola aperta al dialogo, al confronto, all’aggiornamento permanente
Sì ad una scuola che sappia valorizzare il pensiero critico e i talenti individuali ed insegni a fronteggiare l’omologazione
Sì ad una scuola consapevole dell’importanza dei i nuovi sistemi di comunicazione che influenzano ed interagiscono con la formazione dei giovani […]

Sì a un insegnamento che sappia interpretare il programma di studio e la programmazione annuale valorizzandone le potenzialità ed integrandoli in base alla realtà della classe e alle opportunità offerti dall'aggiornamento quotidiano ma non lo consideri mai una rigida regola fine a se stessa. (Mariaserena Peterlin)

ecco, io trovo che non ci si debba far prendere dalla foga di dir tutto
quello che è da chiarire è il rinnovato rapporto fra insegnanti e giovani
bastano pochi esempi chiari, lampanti, brucianti, folgoranti
anche un paio di stonfi nello stomaco
stabilito il principio il resto discende
un manifesto che sia una poesia
le poesie non dicono mai tutto (ossessione demente)
ma penetrano nell'anima
e ti lasciano senza fiato
io sono per un manifesto poetico (Andreas Formiconi)

sì all'esibizione della nuova sensibilità è quella che mi colpisce maggiormente e mi piace davvero tanto!!
per me è necessario che ogni parola del testo "trasudi" questo elemento! (Daniela…..)

 

inserire altri interventi, uno per ognuno che è intervenuto, almeno qll più significativi

 

primi di giugno si arriva ad avere così ben 4 versioni degli 11 punti programmatici:

versione 1

versione 2

versione 3

versione 4

1. Amo insegnare, amo apprendere, amo il mio lavoro. Se e quando questa passione verrà meno, mi dedicherò certamente ad altro.

1. Insegno per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei miei alunni. Insegno per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più cederò il mio posto ad uno di loro.

1. Insegno per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei miei alunni. Insegno per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più cederò il mio posto ad uno di loro.

1. Insegno per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei miei alunni e per essere un giorno superato da loro.

2. Cercherò di essere sempre un esempio per i miei studenti, non mancando di prendere atto e correggere i miei eventuali errori.

2. Insegnerò mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori illuminerà il mio percorso.

2. Insegnerò mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori illuminerà il mio percorso.

2. Insegnerò mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori illuminerà il mio percorso.

3. Guiderò i miei alunni alla scoperta del mondo, assecondando e stimolando in ognuno di loro la curiosità e la ricerca, le domande e la passione.

3. Accompagnerò i miei alunni alla scoperta del mondo, la mia guida sarà la loro curiosità, la mia speranza sarà la loro passione.

3. Accompagnerò i miei alunni alla scoperta del mondo, la mia guida sarà la loro curiosità, la mia speranza sarà la loro passione.

3. Accompagnerò i miei allievi alla scoperta del mondo, la mia guida sarà la loro curiosità, la mia speranza sarà la loro passione.

4. Non mi comporterò come il depositario della verità, non mi comporterò come un giudice, non mi comporterò come un oppressore. Cercherò di essere in ogni momento e in ogni modo una guida.

 

4. Non potendo dare loro la verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola, non potendo giudicarli mi adoprerò affinché vivano giudicandosi e non volendo in alcun modo opprimerli mi adoprerò affinché vivano non opprimendo mai nessuno.

4. Non potendo dare loro la verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola, non potendo giudicarli mi adoprerò affinché vivano giudicandosi e non volendo in alcun modo opprimerli mi adoprerò affinché vivano non opprimendo mai nessuno.

4. Non potendo dispensare verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola, senza giudicare lavorerò affinché vivano in consapevole valutazione e non volendo in alcun modo opprimerli farò il possibile perchè conducano la loro esistenza senza opprimere mai nessuno.

5. Comunicherò ai miei studenti la voglia di superare i propri limiti e di non rassegnarsi mai di fronte alle difficoltà.

5. Insegnerò cercando di superare le difficoltà e i miei limiti e rivelerò loro i miei sforzi affinché loro mi superino.

 

5. Insegnerò cercando di superare le difficoltà e i miei limiti e rivelerò loro i miei sforzi affinché loro mi sappiano conoscere come io apprendo a conoscerli

5. Insegnerò cercando di superare le difficoltà e i miei limiti e rivelerò loro i miei sforzi affinché gli studenti possano conoscermi come io imparo a comprendere loro.

6. Farò in modo che la scuola sia un luogo sano e sereno in cui veder sbocciare talenti, non un odioso carcere in cui soffocarli e deprimerli.

 

6. Farò in modo che la scuola sia il mondo, anziché un carcere.

6. Farò in modo che la scuola sia il mondo e che il mondo possa essere un luogo dove sapere apprendere

6. Farò in modo che la scuola sia il mondo e che il mondo possa essere un luogo dove sapere apprendere

7. La mia visione del mondo mi guiderà nell'azione educativa, ma non la imporrò mai ai miei studenti come l'unica possibile e accettabile.

7. La mia visione del mondo sarà forgiata dall'insegnamento quotidiano ma essa non sarà mai legge per i miei alunni.

7. La mia visione del mondo sarà forgiata dall'insegnamento quotidiano ma essa non sarà mai legge per i miei alunni.

7. La mia visione del mondo sarà forgiata dall'insegnamento quotidiano ma essa non sarà mai legge per i miei alunni.

8. Non trasmetterò ai miei studenti saperi monolitici e cristallizzati, non trasmetterò certezze assolute in nessun campo. Educherò costantemente al dubbio.

8. Non trasmetterò ai miei alunni nient'altro che l'esercizio al dubbio.

8. Non trasmetterò ai miei alunni nient'altro che l'esercizio al dubbio.

8. Non trasmetterò ai miei alunni nient'altro che l'esercizio al dubbio.

9. Farò in modo che i ragazzi si impegnino per una naturale passione e curiosità, non per un'imposizione esterna. Non mi piegherò alle logiche dello "studio per la scuola e per il voto", cercherò di portare avanti uno "studio per la vita".

9. Non valuterò i miei alunni con misure fasulle ma mi impegnerò affinché tutti completino il percorso stabilito.

9. Non valuterò i miei alunni con misure fasulle ma mi impegnerò affinché tutti completino il percorso stabilito.

9. Non valuterò i miei alunni con misure fasulle ma mi impegnerò affinché tutti completino il percorso stabilito.

10. Inviterò i ragazzi a conoscere il passato, vivere il presente e preparare il futuro. Insegnerò a stare al mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così com'è.

 

10. Aiuterò i miei alunni ad illuminare il futuro leggendo il passato per vivere in pienezza il presente. Li aiuterò a stare al mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così com'è.

10. Aiuterò i miei alunni ad illuminare il futuro leggendo il passato per vivere in pienezza il presente. Li aiuterò a stare nel mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così com'è.

10. Aiuterò i miei alunni ad illuminare il futuro leggendo il passato per vivere in pienezza il presente. Li aiuterò a stare nel mondo così com'è, ma non a subire la realtà in cui vivono.

11. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.

11. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.

11. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.

11. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.

 

 

12. Farò in modo, nel limite della mia capacità di visione, di pensare, vivere e progettare una scuola in evoluzione, dinamica ed innovativa, non adagiandomi a logiche di sistema dominanti che subirò ma non approverò, che analizzerò con spirito critico e spirito di servizio per il bene stesso della funzione insegnante che io rappresento

12. Farò in modo, nel limite della mia capacità di visione, di pensare, vivere e progettare una scuola in evoluzione, dinamica ed innovativa, non adagiandomi a logiche di sistema dominanti che se dovrò subire mai approverò e che analizzerò con spirito critico e spirito di servizio per il bene stesso della funzione insegnante che io rappresento

 

 

 

 

 

 

E’ dall’analisi comparata e critica di questa tabella che il 4 giugno si arriva ad una prima versione definitiva: di questa si dispongono due varianti, una con i verbi al presente (che suggerisce l’idea di un impegno urgente e quotidiano)e una al futuro (che sottolinea la prospettiva e la volontà):

 

CON I TEMI AL FUTURO

Manifesto del nuovo insegnante

1. Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo ho deciso di essere un insegnante.

2. Insegnerò per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata

nei miei alunni. Insegnerò per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più

cederò il mio posto ad uno di loro.

3. Insegnerò mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori

illuminerà il mio percorso.

5. Non potendo dare loro la verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola.

6. Incoraggerò nei miei studenti la volontà di superarsi costantemente e di non

rassegnarsi mai di fronte alle difficoltà.

7. Farò in modo che la scuola sia il mondo, e non un carcere.

8. La mia visione del mondo sarà forgiata dall'insegnamento quotidiano ma essa non

sarà mai legge per i miei alunni.

9. Non trasmetterò ai miei studenti saperi rigidi e preconfezionati. Il dubbio e la critica

saranno i pilastri della mia azione educativa.

10. Contrasterò lo studio per il voto e promuoverò lo studio per la vita.

11. Non valuterò i miei alunni con misure fasulle, ma farò in modo che tutti raggiungano

gli obiettivi stabiliti.

12. Aiuterò i miei alunni ad illuminare il futuro leggendo il passato e vivendo in pienezza

il presente. Li aiuterò a stare al mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così

com'è.

13. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad

affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia

strada.

---

CON I TEMI AL PRESENTE

Manifesto del nuovo insegnante

1. Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo ho deciso di essere un insegnante.

2. Insegno per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei

miei alunni. Insegno per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più

cederò il mio posto ad uno di loro.

3. Insegno mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori

illuminerà il mio percorso.

5. Non potendo dare loro la verità, mi adopero affinché vivano cercandola.

6. Incoraggio nei miei studenti la volontà di superarsi costantemente e di non

rassegnarsi mai di fronte alle difficoltà.

7. Faccio in modo che la scuola sia il mondo, e non un carcere.

8. La mia visione del mondo è forgiata dall'insegnamento quotidiano ma essa non è mai

legge per i miei alunni.

9. Non trasmetto ai miei studenti saperi rigidi e preconfezionati. Il dubbio e la critica

sono i pilastri della mia azione educativa.

10. Contrasto lo studio per il voto e promuovo lo studio per la vita.

11. Non valuto i miei alunni con misure fasulle, ma faccio in modo che tutti raggiungano

gli obiettivi stabiliti.

12. Aiuto i miei alunni ad illuminare il futuro leggendo il passato e vivendo in pienezza il

presente. Li aiuto a stare al mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così com'è.

13. Resto fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad

affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia

strada.

Ci si interroga su quale sia la forma migliore e si continua a modellare il testo:

Mi piace al futuro, lo trovo più "impegnativo" e meno "dichiarativo"
Mi piace tanto l'idea introdotta da Andreas di "insegnare per essere superati": credo che questo concetto andrebbe approfondito, perchè è la chiave di un sapere costruttivo, che è (a mio avviso) la sola strada per poter educare i nostri figli a vivere la complessità.(Matilde Bramati)

Io metterei anche (dite voi a che altezza)
-Lotterò perché la scuola sia la scuola di ciascuno, dove tutti siano uno e uno solo sia tutto, dove si possa migliorare secondo propri tempi e tragitti. (e un bel Lotterò secondo me ci vuole: ovviamente mi riferisco a una scuola aperta a tutti e con un insegnamento/apprendimento individualizzato). (Cristina Galizia)

per il punto 1, perchè non un semplice " .... sono insegnante"? non si sceglie, non si decide ma si è (Gianni Marconato)

Particolare attenzione in questa fase viene data al punto 11, che affronta il delicato tema della valutazione, dalle grandi ricadute sull’autostima e la formazione dell’alunno, valutazione che deve essere quanto più formativa possibile:

" raccoglierò elementi di valutazione ma rifiuterò automatismi, schemi, griglie o tabelle che non tengano conto della situazione di partenza, dei progressi, dei risultati e della realtà delle mie classi e dei miei studenti" (Mariaserena Peterlin)

Valuterò per includere, mai per escludere. Valuterò per aiutare a crescere, mai per togliere speranze. Valuterò per sostenere, mai per umiliare e discriminare (Gianni Marconato)

Si arriva così alla bozza dell’8 giugno che, come proposto in questa fase si decide di chiamare “Manifesto del nuovo insegnante”, a formula mista, con alcuni punti programmatici al presente e altri al futuro e con la prima bozza anche di titolo (……………………………………………………………………..)

Manifesto del nuovo insegnante

1. Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante.

2. Insegnerò per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata

nei miei alunni. Insegnerò per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più

cederò il mio posto ad uno di loro.

3. Insegnerò mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori

illuminerà il mio percorso.

4. Accompagnerò i miei alunni alla scoperta del mondo, assecondando e stimolando in

ognuno di loro la curiosità e la ricerca, le domande e la passione.

5. Non potendo dare loro la verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola.

6. Incoraggerò nei miei studenti la volontà di superarsi costantemente e di non

rassegnarsi mai di fronte alle difficoltà.

7. Farò in modo che la scuola sia il mondo, e non un carcere.

8. Non trasmetterò ai miei studenti saperi rigidi e preconfezionati. La mia visione del

mondo mi guiderà, ma non sarà mai legge per i miei alunni. Il dubbio e la critica saranno

i pilastri della mia azione educativa.

9. Contrasterò lo studio per il voto e promuoverò lo studio per la vita.

10. Raccoglierò elementi di valutazione, rifiutando approcci semplicistici e meccanici che

non tengano conto delle situazioni di partenza, dei progressi, dell’impegno e della

crescita complessiva del singolo alunno.

11. Lotterò affinchè la scuola sia la scuola di tutti, la scuola in cui ogni studente possa

apprendere seguendo tempi e tragitti individuali.

12. Aiuterò i miei alunni ad illuminare il futuro leggendo il passato e vivendo in pienezza

il presente. Li aiuterò a stare nel mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così

com'è.

13. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad

affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia

strada.

 

E’ così che si passa alle fasi successive: condividere questa bozza al network

  • per vederne l’impatto;
  • per riceverne feedback;
  • ma soprattutto per condividere con tutti i membri il frutto di così lungo e intenso lavoro.

Parallelamente continua la costruzione e l’articolazione del dossier di accompagnamento.

Hanno contribuito a questa fase, oltre a coloro che si erano già impegnati nelle fasi precedenti: Pino Monopoli, Gioachino Colombrita, Emilia Peatini, Matilde Bramati(controllare se nn sono già citati nelle fasi precedenti)

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