Il Manifesto di Sara Costa

Scritto da Sara Costa | 27 Ottobre 2010

Amo la gratificazione che si prova nella sfida educativa, quando negli occhi di un allievo disinteressato si accende una luce, quando la materia che insegno, il tedesco, si trasforma in un mezzo che ti permette di toccare i tasti sensibili di questi ragazzi e di queste ragazze, di entrare nella loro rabbia, o nella loro angoscia, nella loro allegria, o di riuscire per un momento a leggere nei loro goffi atteggiamenti di provocazione e, talvolta, di maleducazione, un tentativo di affermare la propria identità, in mezzo alle tante paure dell'adolescenza, in balia di un senso di inadeguatezza, di un bisogno di accettazione, di una ricerca di attenzione e di stima - anche da parte dell'adulto di riferimento - che fa tenerezza, pur passando attraverso comportamenti di tanto in tanto decisamente impropri. Amo il lavoro di insegnante perché è una straordinaria occasione per lasciare un segno nella vita di altri esseri umani, dentro la 'materia' e oltre la 'materia' - o attraverso il pretesto della 'materia'. E' una professione di una pienezza rara, che motiva intensamente e riempie di senso la giornata. Una professione che ti invita a rinnovare quotidianamente la tua consapevolezza del rispetto dovuto all'unicità e alla sensibilità di ciascun giovane che quella mattina ti guarderà negli occhi, chiedendoti nel suo personale linguaggio, a volte complicato, di leggere un po' nel suo mondo.

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